Terza prova per i Without, band dell'area milanese attiva ormai da anni che rappresenta come sia difficile avere il giusto riconoscimento nel nostro paese. I Without infatti sono artefici di un sound che partendo dal classico 'made in Seattle', si è evoluto contaminandosi di elementi stoner e nu-metal, dando così vita ad una miscela esplosiva. Le dieci tracce di questo "Spleen Radio Homicide" ci consegnano una band assai ispirata che sa plasmare la materia partendo da una base basso/batteria massiccia su cui si incrociano i fraseggi elettrici delle due chitarre; su questo tappeto sonoro si intarsiano perfettamente le due voci ed i cori (con un ottimo lavoro in fase di mixaggio). Alle sciabolate come Factory, Hey DJ e Oil for Food si alternano ballads elettriche come Liquid Guys e Fire Against, dando dimostrazione di notevoli capacità compositive. Il disco della maturità. (Enrico Bartolini)



È bello vedere come in un momento in cui c’è una sovrasaturazione di giovani gruppi che fa tutta più o meno la stessa cosa seguendo l’onda di una moda indie rock che prende origini da grandissimi padri (ma si sa, non sempre le generazioni successive sono all’altezza), c’è gente che si rifà a sonorità, a idee, a sentimenti non propriamente in auge. In questo bel lavoro dei Without ritrovo me stesso nella prima metà degli anni novanta, quando non c’erano Killers, Babyshambles o Kaiser Chief, ma Soundgarden, Alice in Chains, Mudhoney. E la differenza non è poca. E ora, nel 2008, ascoltando questi ragazzi milanesi, sembra che il grunge non sia mai morto (che poi manco è nato, per essere pignoli), e quel flusso che da Seattle quasi vent’anni fa si espandeva nel mondo sia arrivato, passando per un’amalgama stoner (Kyuss, Nebula) che ha lasciato il segno, ad integrarsi con ciò che adesso siamo, alle soglie del duemila e dieci, con attualità mista a nostalgia. Hey, dj è un bel pezzo alla Mudhoney, Liquid guys e Oval virano invece verso sonorità più legate agli ultimi Soundgarden (‘Down on the upside’), ma hanno un’esistenza tutta loro. Italian cliché (gran pezzo!) unisce le doppie voci alla Alice In Chains (ma la traccia che paga più pegno alla band di Staley è senza dubbio Fire against) a riff più veloci figli di Fu Manchu (così come gli assoli alla rotta di collo di No day but today). Insomma, musica come è da tempo non si sentiva: un terzo lavoro carico di interesse e da vivere velocemente.. (Paolo Viscardi)


I Without, gruppo milanese attivo dal 1993, dopo alcuni lavori autoprodotti giungono alla terza prova e con questo “Spleen Radio Homicide” ci consegnano un lavoro valido, anche se a tratti acerbo. Dall’ascolto di queste undici tracce si denota una buona capacità compositiva, che, unita ad una soddisfacente qualità di registrazione ed al prezioso aiuto in fase di produzione della Maninalto Records, sono ottime premesse per un gruppo di età media giovane e con tanti margini di miglioramento.Il sound del disco ci riporta alle atmosfere grunge della Seattle anni’90, e bisogna ammettere che in alcuni pezzi, come l’ispirata “Hey dj”, e le acide ”Italian cliché” e “Fire against”, i Without fanno il verso, e neanche male, ai mai troppo rimpianti Alice In Chains.Il gruppo milanese dimostra di saperci fare anche quando il ritmo rallenta, come nella sulfurea “Liquid Guys” e negli oscuri intrecci di “Way of nothing”, consegnandoci ballads elettriche di buona fattura, dimostrando inoltre di possedere solide doti tecniche, come nella strumentale “Iena scubrus”In altri frangenti vengono alla mente i più recenti Placebo (“Oval” e “Linus like saddam hussein”), mentre in alcuni pezzi i Without riescono ad amalgamare bene influenze nu-metal ad elementi stoner, rendendo così più vario il loro suond.Un buon lavoro da parte di questi ragazzi, che per fare un’ulteriore salto di qualità devono però a mio avviso lavorare sulla propria personalità, cercando di forgiare un sound distintivo, caratteristico ed originale, magari privilegiando meno la tecnica e più l’“anima” e la struttura dei loro pezzi. (Massimiliano Locandro)

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